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Cibo in contenitori di carta, la minaccia che pochi conoscono: lo studio rivela il pericolo che corri ogni giorno

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Il pericolo nascosto nei contenitori di carta per cibo - abc24.it

Ogni giorno consumiamo cibi avvolti in imballaggi apparentemente innocui, ma un pericolo invisibile potrebbe nascondersi al loro interno, contaminando i nostri pasti.

Imballaggi come contenitori, sacchetti e cartoni utilizzati per alimenti in commercio, soprattutto per cibi grassi e oleosi, sono spesso trattati con sostanze chimiche a base di petrolio. Questi trattamenti sono necessari per rendere il materiale impermeabile a oli e grassi.

Tuttavia, non tutti sanno che queste sostanze chimiche possono migrare dal rivestimento dell’imballaggio al cibo stesso. In altre parole, i cibi potrebbero non essere solo contaminati da pesticidi o additivi, ma anche da residui di idrocarburi derivanti dai materiali di confezionamento.

Questo fenomeno di migrazione è spesso invisibile e non riconoscibile a occhio nudo, ma può compromettere la sicurezza alimentare. Un rischio che cresce nei casi di imballaggi non progettati con materiali sicuri o certificati per l’uso alimentare.

La ricerca e le soluzioni possibili

Uno dei pilastri su cui si basa l’allarme sui contaminanti negli imballaggi è uno studio cinese recente, basato sull’analisi di 502 campioni di carta e cartone destinati al contatto con gli alimenti. I ricercatori hanno usato tecniche analitiche avanzate (estrazione in fase solida e cromatografia accoppiata a rivelazione con fiamma e spettrometria di massa) per misurare la migrazione di idrocarburi di oli minerali saturi (MOSH) e aromatici (MOAH) nei simulanti alimentari.

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La ricerca e le possibili soluzioni – abc24.it

Nei simulanti grassi i MOSH si sono trasferiti con livelli un ordine di grandezza più elevato rispetto ai MOAH, indicando che i cibi ricchi di grassi possono assorbire quantità maggiori di questi contaminanti. Lo studio ha anche condotto una valutazione probabilistica del rischio per la salute umana con simulazioni Monte Carlo: i risultati preliminari hanno suggerito che l’esposizione media ai MOSH potrebbe rientrare in limiti considerati accettabili, mentre per i MOAH – che includono frazioni potenzialmente genotossiche – la valutazione delle implicazioni sanitarie richiede ulteriori approfondimenti.

In molti paesi, inclusi quelli dell’Unione Europea, esistono normative che regolano l’uso di materiali per imballaggi alimentari, incluse le limitazioni sui composti chimici ammessi nei contatti con il cibo. Tuttavia, la gestione delle migrazioni di sostanze come gli idrocarburi non è sempre sufficiente a garantire la sicurezza.

L’industria alimentare, in particolare quella dei prodotti confezionati, deve affrontare una continua sfida: come bilanciare la funzionalità degli imballaggi e la protezione della salute dei consumatori. Le soluzioni possibili per limitare i rischi derivanti dall’uso di imballaggi contaminanti includono l’adozione di materiali alternativi, più sicuri e meno suscettibili alla migrazione di sostanze chimiche.

Esistono già imballaggi alimentari ecologici e biodegradabili che non richiedono l’uso di sostanze a base di petrolio. L’industria sta cercando di sviluppare tecnologie che possano ridurre la presenza di questi composti, ma il passaggio a materiali completamente sicuri potrebbe richiedere anni di ricerca e un cambiamento radicale nelle tecniche di produzione.

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